Carleton Putnam
Questo libro è il seguito di Race and Reason di Carleton Putnam, che ha venduto oltre 150.000 copie dalla sua pubblicazione nel 1961. Race and Reality aggiorna la storia iniziata nel volume precedente. I lettori che conoscono quest’ultimo troveranno qui riassunto il punto di vista essenziale di Putnam, presentato in una prospettiva nuova. Troveranno inoltre ulteriore documentazione e molti elementi che gettano nuova luce sulla crisi razziale sempre più grave che affligge il mondo. Scritto sotto forma di soliloquio notturno, Race and Reality racconta le esperienze dell’autore con la gerarchia scientifica a partire dal 1961. Ne rintraccia le origini nel nostro smarrimento nazionale riguardo alla questione dei neri. Esamina inoltre l’insieme delle prove relative ai fatti nascosti. Il libro racconta poi i retroscena del processo Stell ed esplora i metodi con cui la verità al riguardo è stata elusa e ignorata. Infine, in una sezione di domande e risposte simile a quella presente in Race and Reason, affronta le numerose questioni correlate che così spesso confondono il problema centrale. Negli ultimi due capitoli, si concentra su quel problema e propone una soluzione. Stuart Campbell, in una recensione di punta pubblicata sull’American Bar Association Journal, aveva previsto che *Race and Reason* sarebbe diventato uno dei libri più importanti di questa generazione. Lo stesso si potrebbe benissimo prevedere per la presente opera.ELOGIO DA PARTE DI UN PREMIO NOBELPutnam analizza in modo penetrante come il dogmatismo liberale abbia paralizzato la capacità di mettere in discussione le opinioni popolari persino negli ambienti accademici, impedendo di conseguenza la pubblicazione di ricerche sulle questioni razziali. Le mie indagini personali confermano alcuni dettagli e il tenore generale dell’ampia relazione di Putnam su tale efficace soppressione... Esorto i cittadini riflessivi a leggere le analisi di Putnam e, in linea con i principi costituzionali della libertà di parola e di stampa, a stimolare il dibattito pubblico tra le idee impopolari da lui presentate e quelle attualmente in voga. Esorto a questa azione nell’interesse di sostituire pregiudizi, preconcetti e parzialità con il metodo scientifico e l’obiettività, anche se non accetto affatto tutte le sue conclusioni. Ho inoltre appreso, sia tramite comunicazioni orali che scritte, che diversi membri dell’Accademia Nazionale delle Scienze condividono la conclusione di Putnam secondo cui esistono effettivamente differenze genetiche significative nella distribuzione dell’intelligenza potenziale tra le razze.' -William Shockley, premio Nobel e membro di spicco dell’Accademia Nazionale delle Scienze.