Rishi Manan / Sakshi Varshney
La filosofia di fondo della moderna medicina odontoiatrica si è fondamentalmente orientata verso l’odontoiatria minimamente invasiva, definita come un rispetto sistematico per il mantenimento del tessuto originale, fondamentale per la funzione masticatoria, l’estetica e la qualità di vita generale del paziente. Al centro di questo paradigma si trova il complesso dentino-pulpare: un tessuto connettivo unico ed altamente specializzato, costituito da un involucro esterno duro di dentina e da una polpa dentale centrale che fornisce nutrimento essenziale, innervazione e un solido sistema di difesa. Questo complesso è straordinariamente in grado di eseguire una risposta difensiva coordinata contro insulti microbici, meccanici o traumatici mediante una combinazione di infiammazione controllata e promozione della mineralizzazione riparativa per preservare sé stesso. Storicamente, quando lesioni cariose profonde, fratture o margini di restauro non sigillati compromettevano questo sistema, l’invasione batterica progressiva sopraffaceva le difese pulpari, portando a pulpiti irreversibili, necrobiosi e infezione totale del sistema dei canali radicali. In questi scenari, il trattamento canalare convenzionale (devitalizzazione) è stato a lungo considerato l’unica opzione terapeutica per eliminare l’infezione e conservare il dente recuperabile.